TRATTO DA: “IDEE PROGETTI ESPERIENZE”
EDUCARE ALLO SPORT – CSI COORDINAMENTO FORMAZIONE
Appunti di Marcello Martinez

Ai miei genitori, ai miei allenatori, ai miei dirigenti
“So che tutti mi amano perchè lo dimostrano in ogni cosa, dovunque e in ogni rapporto che ci unisce. Ma per l’’amore che nutrite per me e che io nutro per voi, vorrei che mi deste la possibilità di essere libero di crescere nel modo più naturale, il più libero possibile da ogni obbligo. Lasciatemi giocare per l’ amore del gioco, lasciatemi essere un bambino.
Non desiderate che io raggiunga mete che forse saranno importanti per il futuro. Cercare di raggiungerle adesso potrebbe farmene mancare altre che oggi io considero più importanti.
Lasciatemi vivere l’età che ho, perché sarò bambino una sola volta.
Non cercate di programmare troppo la mia vita e la mia personalità.
Non disperatevi per le mie sconfitte, o, peggio ancora, non sentitevene colpevoli. La pena che provo dopo la sconfitta scompare automaticamente appena mi si asciugano le lacrime e la dimentico del tutto appena ritorno in campo, felice di giocare e di essere un bambino.
Non cercate di trionfare tramite me, non cercate di modellarmi a vostra immagine o di farmi fare quello che non siete riusciti e fare voi: non sprecate tempo prezioso, sono un bambino, felice di esserlo e di restarlo.
Genitori miei, scegliete un club per me, se possibile un club che mi piaccia; dove un allenatore mi insegnerà ad essere un buon giocatore, ma non oggi, perché adesso voglio fare quel che mi pare, quello che mi piace e quello che so fare.
Non cercate di fare di me un grande ragazzo, fate di me un buon bambino, un bambino saggio.
So che soffrite quando gioco, ma non è necessario, perché in quel momento io sono felice proprio perché gioco. Si direbbe quasi che siano gli altri, fuori dal campo, a battersi per noi, come se soffrissero per una vittoria che non è stata ottenuta e per un gioco che vorrebbero perfetto ma che io non posso dare loro. Datemi tempo e cercate di capire che adesso le cose debbono andare così e che nello sport come in ogni altra cosa della vita tutto giunge a tempo debito.
Per favore, lasciatemi giocare da solo, lasciate che mi diverta, che sia felice.
Sono un bambino, soltanto un bambino…. e sarò un bambino soltanto una volta in vita mia.”